Il bergamotto

Questo lavoro mi porta spesso allo studio e alla ricerca del buono e, cammina cammina, si fanno sempre incontri che poi finiscono per coinvolgerti nelle loro avventure.

Questa volta tra gli agrumi della  bella Calabria.

E allora colgo l’occasione per spendere due parole per il BERGAMOTTO, di cui tanti hanno sentito parlare più in profumeria che in frutteria.

Sul fatto che sia un derivato dell’arancio o del limone anche i botanici hanno dubbi, molti di meno invece sull’origine tutta italiana (calabrese) di questo frutto, con piantagioni già note nel Settecento su tutta la punta del nostro stivale.

Un po’ più piccolo di un pompelmo e con la stessa stagionalità degli altri agrumi (novembre-marzo) è un frutto ricco di vitamine del gruppo B e polifenoli: sostanze antiossidanti che aiutano l’organismo a rimanere in forma e salute.

Ha grandi proprietà energizzanti e tonificanti e studi documentano che la sua assunzione regolare aiuta a ridurre il colesterolo e i rischi cardiovascolari.

Il suo gusto non è particolarmente gradevole perché amaro. Per questo si utilizza per le marmellate o estraendo il succo e associandolo ad altra frutta.

Altro impiego, appunto più conosciuto,  è quello per la produzione di oli essenziali utilizzati in profumeria, estratti dalla buccia, dai rametti, dalle foglie e dai fiori della pianta.

Peccato infatti che un frutto così ricco sia più famoso per la sua essenza che per le sue straordinarie proprietà benefiche e che nei nostri supermercati non ce ne sia traccia!

Però molti di noi, senza saperlo, ne gustano l’aroma nel comunissimo Earl Grey Tea, con cui è insaporito.

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Posted on dicembre 1, 2017 in Cibo e Salute, Curiosità

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